riflessioni di un pesce rosso travestito da wonder woman in gita nella giungla

Articoli con tag ‘bambini’

E POI ARRIVA DON ROSARIO (parte 2)

di Paola Mattioli – dopo la giornata di ieri e la porta in faccia avuta dal rappresentante della mia parrocchia… Attento a te Onlus grazie ad una delle nostre dolcissime collaboratrici (Katia) è andata a bussare ai vicini di paese. Si la Parrocchia accanto alla nostra! Oggi ci ha ricevuto Don Rosario, un omone dal volto severo e dall’animo dolcissimo. Ha esordito dicendo: siete mamme? io vi farei a tutte l’elettroshock!!! ahahaha mi aveva già conquistata. Siamo piombate in Chiesa senza appuntamento, lui era fuori ed è rientrato per noi. Ci ha fatto accomodare, ci ha ascoltate con interesse, ci ha capite.

Alla fine ha detto: “come possiamo aiutarvi?” e noi: “ci servirebbe un posto dove accogliere bambini e genitori, ci servirebbe raccogliere fondi dopo le messe della Domenica…” e lui “questa è casa vostra, siete le benvenute”… l’ora successiva è stata una piacevole chiacchierata tra persone che volevano fare del bene!

Tranquilli amici mi ero sbagliata, una parte dei nostri 8×1000 è veramente usata per il bene del prossimo!!!

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DISLESSIA cosa dire a vostro figlio

– Se vostro figlio ha una diagnosi di dislessia, diteglielo. Non ci sono ragioni per tenerlo nascosto.

– Spiegategli che la dislessia è molto comune, che probabilmente anche nella sua classe altri bambini l’hanno e forse anche nella sua famiglia qualcuno l’ha.

– Potete dirgli che la dislessia è solo un nome per spiegare il perchè dei bambini hanno difficoltà a imparare a leggere, a scrivere e a contare. In realtà siamo tutti diversi. Tutti abbiamo abilità e strategie differenti. Individuate qualche attitudine di vostro figlio, per esempio ad uno sport, alla musica, al disegno, al bricolage. Scoprire le sue capacità relazionali: è amorevole con gli animali, è simpatico, generoso, è dolce, è benvoluto… Insomma occorre trovare qualche lato positivo del bambino, che lui stesso riconosce, questo per far capire che ci saranno altri bambini che imparano subito a leggere e a scrivere e magari non hanno altre sue qualità. Questo è normale. Siamo tutti diversi.

– Spiegategli che questo non è colpa sua, nè dei genitori o della scuola. E’ qualcosa che succede senza motivo, come avere i capelli di un determinato colore, o gli occhi azzurri.

– Ditegli che questo spiega il perchè delle sue difficoltà a scuola.

– Spiegategli anche che questa significa che bisognerà lavorare sodo, impegnarsi molto. Ma che questo avverrà con il giusto aiuto e con gli strumenti appropriati.

– Preparatevi a dover ripetere queste cose più volte anche nel corso degli anni. Siate sempre pazienti e disponibili.

– Se prima di sapere la diagnosi avete discusso con vostro figlio per i compiti e per i suoi insuccessi, ammettete il vostro errore. Non abbiate paura di chiedergli scusa, i bambini sanno perdonare molto bene.

– Se vi è bisogno di un aiuto supplementare, magari per i compiti a casa, presentatelo come un’opportunità, non come una punizione.

– Si gli aiuti supplementari vanno ad interferire con altre attività che gratificano il bambino, valutate attentamente se vale la pena di fare questo intervento.

– Assicuratevi che vostro figlio sappia che anche se la scuola è molto importante è solo un aspetto della sua vita.

– Se volete raccontare della diagnosi ad altre persone, parenti o amici, fatelo cercando di essere il più positivi possibile e dicendo le stesse cose che avete raccontato a vostro figlio. Eventuali discrepanze potrebbero arrivare a vostro figlio e peggiorare il vostro rapporto.

– Assicuratevi che vostro figlio sappia che il vostro amore nei suoi confronti non dipende dai risultati scolastici.

Certamente queste cose non sono facili da fare. E’ difficile all’inizio accettare la diagnosi tranquillamente. Magari pensate “perchè mio figlio?” o “non è giusto!”. Questo è normale, ma appena il dispiacere iniziale è passato, occorre dirigere tutte le energie nella direzione di affrontare al meglio il problema per aiutare al meglio il bambino

Tratto da:

http://ascuolaconmatilde.com/2011/11/04/cosa-dire-al-bambino-con-dsa/

BUON SAN VALENTINO

Passare il San Valentino insegnando a 100 bambini di 8 anni, come navigare in internet in sicurezza e come difendersi da bulli e pedofili; finire la lezione ed averli tutti intorno con uno che ti accarezza i capelli, una che ti stringe la mano, un’altra che ti abbraccia mentre ti chiedono di tornare da loro presto…… NON HA PREZZO!!!! Ecco di che amore sono capaci i bambini e noi DOBBIAMO proteggerli ❤  #ilblogdipaoletta

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TALENTO DISLESSIA

TALENTO DISLESSIA

di Paola Mattioli – Comincio la mia battaglia sul mondo dei DSA. Sempre a più bambini, oggi, viene diagnosticato uno dei disturbi specifici dell’apprendimento. Spesso si usa il termine dislessia per comprendere un po’ i vari disturbi (dislessia, disgrafia, discalculia, disortografia), ma la notizia meravigliosa è che giorno dopo giorno si prende coscienza che i DSA sono considerati “semplicemente” un diverso modo di processare le informazioni quando le si acquisisce, quando le si memorizza, quando le si riutilizza.
I dislessici riescono a sopperire alle loro difficoltà attraverso la valorizzazione dei loro talenti. La capacità del pensiero dislessico sembra essere dotata di caratteristiche molto funzionali che lo rendono decisamente più veloce, molto più veloce quando utilizzato efficacemente, grazie all’aiuto degli strumenti compensativi e dispensativi attuabili per legge (170/10) dalla scuola. La cosa straordinaria è che il pensiero dislessico e le caratteristiche dislessiche vengono associate a personaggi che sono l’emblema della genialità, persone che grazie alla loro risorsa dislessica hanno lasciato un’impronta determinante nella storia del genere umano.

Cominciamo insieme a far cambiare idea a tutti quelli che ancora sostengono che un dislessico “ha problemi”. Sì, è vero, il problema principale del dislessico è dovuto a tutte quelle persone che non vogliono aggiornarsi, informarsi/conformarsi alle prerogative del Disturbo Specifico d’Apprendimento, creando così un circolo vizioso, che mina velocemente l’autostima dei bambini/ragazzi rendendoli nei migliori dei casi aggressivi e nei peggiori individui silenziosi che subiscono passivi, non ritenendosi all’altezza degli altri. Il disturbo specifico di apprendimento deve essere accettato, prima dai genitori, poi dagli insegnanti; solo così sarà quindi accettato e ben superato dai ragazzi!

Sito consigliato, dove ho appreso molte nozioni citate:
http://www.donodislessia.it

NON TUTTI I BAMBINI FANNO I COMPITI ALLO STESSO MODO

di Paola Mattioli – Tutte le mamme potranno testimoniare che i compiti dati ai nostri figli dalle maestre, sembrano una sorta di ritorsione (per colpe sconosciute) nei nostri confronti. Il supplizio è più per i genitori che per i figli, non fosse per altro che a volte i nuovi metodi di fare i calcoli non li capiamo neanche noi. Ma per alcuni bambini ed i loro genitori il momento di fare i compiti, non è solo uno strazio, ma può diventare un vero e proprio incubo. Pianti, urli, sgridate, minacce e punizioni sono solo alcune delle cose che si osservano in quei frangenti. Quanti genitori hanno detto ai figli la fatidica frase: “a te non va di fare niente!!!”. Beh, alcune volte sarà anche vero, ma altre volte, dietro tutto questo, si cela un bambino speciale. Un bambino con un quoziente intellettivo superiore a tanti altri, un bambino dalla spiccata socialità e spesso dotati di un’ottima dose di creatività. Non bisogna pensare che siano diversi, non bisogna fossilizzarsi sul fatto che il metodo classico di insegnamento possa andar bene per tutti. Se così fosse, sarebbe bastato un robot come insegnante! Oggi esistono (e sono di legge) gli strumenti compensativi e dispensativi che prevedono una vasta gamma di alternative interessanti, stimolanti e di semplice attuazione, per tutti i bambini che ne hanno bisogno. Si pensi alle mappe mentali, alle tabelle sintetiche, agli audio-libri e a molti, molti altri metodi, applicabili a seconda della predisposizione del bambino e del ragazzo. Ognuno di noi, ha trovato il proprio metodo di studio nella vita e alcuni hanno faticato più di altri fino ad arrivare alla conclusione che studiare non faceva per loro. Ecco, evitiamo che questo accada ai nostri figli; in caso di necessità e difficoltà, semplifichiamo loro l’apprendimento, solleviamoli dai compiti che non rientrano nelle loro corde (tipo leggere una lezione di 5 pagine scritte fitte, fitte e senza sosta) e aiutiamoli ad amare lo studio. Anche molti geni del passato hanno segnato la storia pur avendo difficoltà di apprendere nei modi convenzionali! Quindi, buono studio a tutti e se avete dubbi o curiosità, parliamone!

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