riflessioni di un pesce rosso travestito da wonder woman in gita nella giungla

Articoli con tag ‘famiglia’

Nuova laurea in videogiochi

Di Paola Mattioli – della serie nuovi mestieri nascono! Per tutti quei genitori che “noooo io facebook noooo” beh sappiate che un domani i vostri figli potrebbero sfamare la loro famiglia facendo un mestiere che neanche pensavate esistesse e che magari non saprete spiegare quando, al circolo anziani, vi chiederanno: “che lavoro fa tuo figlio?”. Per tutti quei genitori che non sanno cos’è uno YOUTUBER, per tutti quelli che non sanno che esiste il DEEP WEB, per tutti coloro che ” no, non ho proprio tempo per queste cose”… beh sappiate che è arrivato il momento di decidere se aggiornarsi o lasciare che il divario generazionale diventi una voragine. Oggi ci si lamenta che non si lavora, che c’è concorrenza; troppi medici, troppi avvocati, troppi economisti… E allora perché no? L’università del videogioco VIGAMUS apre i battenti a Roma e già ha raggiunto il limite massimo di iscritti. Si studia tutto e seriamente: grafica, marketing, sociologia, psicologia… La presentazione al Romics fiera del fumetto e del videogioco a Roma che in contemporanea con la fiera delle invenzioni Maker Faire sta spopolando tra i giovani di oggi. Allora in un mondo dove la prospettiva di un futuro roseo è sempre più… nera, proviamo a girare lo sguardo verso cose che non si conoscono. Aggiorniamoci e guadagneremo 1000 punti bonus con noi stessi, con i nostri figli e con il futuro, che è già qui!
(Nella foto, folla di gente per entrare al Romics 2014)

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Una tassa universitaria assurda: LAZIODISU

Siamo allo sbando: Sei un universitario del Lazio? la tua Uni ha sede nel Lazio? La chiamano diritto allo studio, ma viene pagata da tutti (studenti privati e pubblici) per solidarietà… sembrerebbe che si diano delle borse di studio ai meritevoli (non certo io…) Sono andata a cercare su internet e nelle domande frequenti ho trovato questa: Non usufruisco dei servizi di Laziodisu perché sono iscritto ad una università privata/non convenzionata. Perché devo pagare la tassa regionale?” RISPOSTA:
La tassa regionale per il diritto allo studio universitario, istituita dall’articolo 3, commi bla, bla, della legge 28 dicembre 1995, n. 549 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica) è tributo proprio della Regione finalizzato ad incrementare le disponibilità finanziarie per l’erogazione di borse di studio e di prestiti d’onore agli studenti universitari capaci e meritevoli privi di mezzi. Essa si configura pertanto come un tributo di solidarietà dovuto dagli studenti per il rilascio di un titolo di studio avente valore legale e non per il diritto ad usufruire dei servizi messi a disposizione dall’Ente.

SOLIDARIETA’????

IL MIO SUPER CAPO E’ DISLESSICO!

Ed ecco perchè è un grande!!!
John Chambers Fondatore della Cisco Systems
, impresa della new economy produttrice di sistemi di comunicazione reticolari. Sino a poco tempo fa ha mantenuto il segreto sulla sua dislessia: occupando una posizione importante non voleva mettere in evidenza la propria debolezza.

Lo ha rivelato un giorno, nel corso di un evento organizzato dalla sua compagnia, quando una ragazzina che voleva fare una domanda davanti a una folla di cinquecento persone, sentendosi mancare le parole, dichiarò con le lacrime agli occhi: “Ho una difficoltà di apprendimento”. Chambers ricorda quei momenti con profonda commozione: “Potevo capire molto bene ciò che provava, conoscevo anch’io quell’angoscia”. Così le venne in aiuto, dichiarando davanti a tutta l’assemblea: “Anch’io ho un problema di apprendimento”. E parlandole come se fossero soli, proseguì: “Hai appena trovato il modo per venirne fuori, perché ci sono cose che solo tu sai fare e gli altri no, mentre ce ne sono altre che non imparerai mai a fare. Per la mia esperienza, ciò che può aiutare è prendere le cose con calma”. Chambers, che riesce a leggere da destra a sinistra e dall’alto in basso, dice che i suoi genitori, entrambi medici, non hanno mai avuto dubbi sulle sue possibilità e che la loro fiducia è stata per lui molto importante. Un’altra figura significativa è stata la sua insegnante di sostegno, la signora Anderson: lezioni giornaliere, a volte pesanti, sempre utili. Sulla dislessia e il suo stile di ragionamento dice: “Non so come spiegarlo, ma io affronto i problemi in modo diverso. Mi è molto facile saltare concettualmente dall’A alla Z. Visualizzo una gara di scacchi e conduco il gioco mentalmente, ma non è soltanto una gara, è il mio progetto di lavoro. Non faccio una mossa sola alla volta, perché di solito riesco a prevederne il risultato e le contromosse dell’avversario”. Per molti uomini d’affari dislessici la lettura rimane sempre un problema: se la cavano con i giornali e le riviste, ma con i testi lunghi sono in difficoltà, perciò i collaboratori di Chambers gli preparano sunti che non superano le tre pagine, con le parti più importanti sottolineate in giallo.

tratto da:

http://www.donodislessia.it/grandi-manager-dislessici.html

 

Piccolo vademecum per genitori alle prese con bambini e ragazzi con difficoltà scolastiche

Un vademecum Utilissimo! Complimenti D.ssa Giovanna Giacomini

POST-IT PEDAGOGICI

LEGGE SULLA DISLESSIA

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/dislessia/dm_20110712.pdf

 STEP PER LA DIAGNOSI

–       prima valutazione e primo intervento. A distanza di 6 mesi a seguito dell’intervento si procede con una nuova valutazione.

–       In caso di “diagnosi di DSA”: far protocollare la diagnosi. Che cosa vuol dire protocollare? La segreteria della scuola deve mettervi un numero preso dal registro del protocollo. Con questo si attesta ufficialmente che la scuola ha ricevuto la documentazione.  Il numero di protocollo deve essere messo sia sulla copia che depositate sia su quella che rimane in vostro possesso. Insieme alla diagnosi si consiglia di fare la richiesta per poter accedere ai documenti amministrativi e ai verbali di classe in modo da poter conoscere le strategie e gli strumenti compensativi e dispensativi che si intendono utilizzare.

–       Stesura del PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO

–       Individuazione di strumenti compensativi

–       E’ possibile fare richiesta alle insegnanti di diminuzione dei compiti nei giorni…

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Un mestiere, una missione!

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di Paola Mattioli – Bisognerebbe fare un corso specifico a maestre ed insegnanti in genere, per spiegare loro quanto un rapporto sbagliato a scuola possa arrivare ad influenzare la vita di un ragazzino. Cerco di immaginare che i professori siano delle specie di Santi, pazienti e imparziali… Ma poi torno alla realtà, ricordandomi che sono umani e purtroppo, umani NON PRIVI DI GIUDIZIO…
Una frase del tipo: “ma allora non capisci niente?” Davanti a tutta la classe contribuisce a far perdere un punto di autostima al ragazzo che proverà un mix di sensazioni tra la tristezza, la rabbia, l’inadeguatezza, il senso di vergogna e mille altre dinamiche che se reiterate, si radicheranno in lui!
Insegnanti, educatori, il vostro mestiere è potente. La vostra missione è fondamentale. Avete l’opportunità di essere e rimanere un bel ricordo o un incubo che verrà maledetto per tutta la vita… A VOI LA SCELTA!

DISLESSIA cosa dire a vostro figlio

– Se vostro figlio ha una diagnosi di dislessia, diteglielo. Non ci sono ragioni per tenerlo nascosto.

– Spiegategli che la dislessia è molto comune, che probabilmente anche nella sua classe altri bambini l’hanno e forse anche nella sua famiglia qualcuno l’ha.

– Potete dirgli che la dislessia è solo un nome per spiegare il perchè dei bambini hanno difficoltà a imparare a leggere, a scrivere e a contare. In realtà siamo tutti diversi. Tutti abbiamo abilità e strategie differenti. Individuate qualche attitudine di vostro figlio, per esempio ad uno sport, alla musica, al disegno, al bricolage. Scoprire le sue capacità relazionali: è amorevole con gli animali, è simpatico, generoso, è dolce, è benvoluto… Insomma occorre trovare qualche lato positivo del bambino, che lui stesso riconosce, questo per far capire che ci saranno altri bambini che imparano subito a leggere e a scrivere e magari non hanno altre sue qualità. Questo è normale. Siamo tutti diversi.

– Spiegategli che questo non è colpa sua, nè dei genitori o della scuola. E’ qualcosa che succede senza motivo, come avere i capelli di un determinato colore, o gli occhi azzurri.

– Ditegli che questo spiega il perchè delle sue difficoltà a scuola.

– Spiegategli anche che questa significa che bisognerà lavorare sodo, impegnarsi molto. Ma che questo avverrà con il giusto aiuto e con gli strumenti appropriati.

– Preparatevi a dover ripetere queste cose più volte anche nel corso degli anni. Siate sempre pazienti e disponibili.

– Se prima di sapere la diagnosi avete discusso con vostro figlio per i compiti e per i suoi insuccessi, ammettete il vostro errore. Non abbiate paura di chiedergli scusa, i bambini sanno perdonare molto bene.

– Se vi è bisogno di un aiuto supplementare, magari per i compiti a casa, presentatelo come un’opportunità, non come una punizione.

– Si gli aiuti supplementari vanno ad interferire con altre attività che gratificano il bambino, valutate attentamente se vale la pena di fare questo intervento.

– Assicuratevi che vostro figlio sappia che anche se la scuola è molto importante è solo un aspetto della sua vita.

– Se volete raccontare della diagnosi ad altre persone, parenti o amici, fatelo cercando di essere il più positivi possibile e dicendo le stesse cose che avete raccontato a vostro figlio. Eventuali discrepanze potrebbero arrivare a vostro figlio e peggiorare il vostro rapporto.

– Assicuratevi che vostro figlio sappia che il vostro amore nei suoi confronti non dipende dai risultati scolastici.

Certamente queste cose non sono facili da fare. E’ difficile all’inizio accettare la diagnosi tranquillamente. Magari pensate “perchè mio figlio?” o “non è giusto!”. Questo è normale, ma appena il dispiacere iniziale è passato, occorre dirigere tutte le energie nella direzione di affrontare al meglio il problema per aiutare al meglio il bambino

Tratto da:

http://ascuolaconmatilde.com/2011/11/04/cosa-dire-al-bambino-con-dsa/

ATTENTO A TE – Onlus

Attento a tedi Paola Mattioli – Carissimi amici, è con immenso orgoglio che vi presentiamo la nostra Onlus… ATTENTO A TE!

Eh sì, abbiamo scelto questo nome che vuole avere 3 significati. Il primo è “attento a te stesso” e cioè “devi avere cura di te e trovare il coraggio di chiedere aiuto”. Il secondo è: io “mi prendo cura di te” e sto attento a: disturbi specifici dell’apprendimento, bassa autostima, pericoli in internet, mediazione familiare, supporto del disagio familiare in genere. La terza, invece, vuole semplicemente dire: STAI ATTENTO A TE se non ci dai una mano a condividere il messaggio!!!!

Va bene questa ultima motivazione è un gioco, ma ci farebbe comunque piacere se ci aiutassi a spargere la voce tra i tuoi contatti Facebook; la nostra pagina FB la trovi QUI

Presto tutti gli aggiornamenti, visibili anche sul sito: www.attentoate.com

Un abbraccio e…. ATTENTO A TE!

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