riflessioni di un pesce rosso travestito da wonder woman in gita nella giungla

Articoli con tag ‘figli’

Un mestiere, una missione!

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di Paola Mattioli – Bisognerebbe fare un corso specifico a maestre ed insegnanti in genere, per spiegare loro quanto un rapporto sbagliato a scuola possa arrivare ad influenzare la vita di un ragazzino. Cerco di immaginare che i professori siano delle specie di Santi, pazienti e imparziali… Ma poi torno alla realtà, ricordandomi che sono umani e purtroppo, umani NON PRIVI DI GIUDIZIO…
Una frase del tipo: “ma allora non capisci niente?” Davanti a tutta la classe contribuisce a far perdere un punto di autostima al ragazzo che proverà un mix di sensazioni tra la tristezza, la rabbia, l’inadeguatezza, il senso di vergogna e mille altre dinamiche che se reiterate, si radicheranno in lui!
Insegnanti, educatori, il vostro mestiere è potente. La vostra missione è fondamentale. Avete l’opportunità di essere e rimanere un bel ricordo o un incubo che verrà maledetto per tutta la vita… A VOI LA SCELTA!

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MAMME “ALLA MANO” (che usano le mani)

di Paola Mattioli – Oggi fuori scuola di mia figlia due mamme si sono picchiate. Non è importante il perché e non voglio giudicare le persone, quanto l’esempio dato a decine e decine di bambini che hanno assistito alla scena. Io mi chiedo: che fatica deve fare un educatore che spiega ai ragazzi che non si deve ricorrere alle mani, mai? come posso pretendere che i genitori vengano ai corsi contro il cyberbullismo, se ancora esistono genitori che insegnano la vendetta?
Quante volte ho sentito: “e se quel compagno ti spinge, tu ri-spingilo”… ecco sì perfetto, alimentiamo le “faide” sin dall’asilo.

Comprendo che si voglia il meglio per i nostri figli, ma pensate che sia corretto usare e rispondere alla violenza con altra violenza? Oggi il bullismo viene giorno dopo giorno emarginato; ai ragazzi spieghiamo (durante i nostri corsi) che il “BULLO NON BALLA” e che le maestre, i genitori ed i compagni, sono pronti a sostenere chi viene “preso di mira”. Spieghiamo che la violenza va arginata… e poi per un parcheggio, sotto la pioggia, quando la campanella è già suonata e l’ansia arriva alle stelle già alle 8 di mattina… URLI, spinte, schiaffi, insulti. Non sono una “bacchettona”, posso capire la discussione, il litigio verbale, comprendo l’esasperazione, la disperazione, il momento di “oggi mi ci trovi”, ma usare le “mani” (e non per fare i dolci) davanti ai bambini, è uno spettacolo poco edificante!

CYBER-CAPPUCCETTO ROSSO

di Paola Mattioli – si narrava di questa fiaba già nel XIV secolo in Francia. Con il trascorrere dei secoli però, è stata più volte  modificata, ed analizzata nei suoi molteplici significati ed interpretazioni (prostituzione, cannibalismo, maturità sessuale). Una interessantissima interpretazione oltre a quella freudiana che conoscevo, l’ho trovata nell’articolo della mia blog-amica Roberta dal titolo “Archetipi nelle favole: interpretazione in chiave Junghiana della fiaba Cappuccetto rosso”.  Di ritorno dalla Conferenza sul Cyberbullismo, mi sconvolge come questa fiaba possa essere da me immediatamente paragonata al modo di internet, mi spiego:

la mamma che dice a Cappuccetto: “vai, ma stai attenta, non navigare attraverso la foresta”. Cappuccetto Rosso, che presa dalla fretta di crescere e dal fascino di un luogo magico, si avventura nel bosco incantato. Ecco che lì non mancano di certo i lupi cattivi, pronti ad approfittare di creature indifese. Oltre a tutte le altre insidie nel bosco, una volta approdata in un luogo che le sembrava sicuro, familiare, caldo…. cosa trova? di nuovo un altro lupo, che ha rubato l’identità della povera nonnina. Ora Cappuccetto sta parlando con quella che crede essere una persona innocua, di famiglia… ed invece? Attira Cappuccetto con la menzogna e la “mangia”. E’ solo con l’intervento del cacciatore che possiamo ora identificare con la polizia postale, con i genitori consapevoli e gli insegnanti formati, che Cappuccetto può essere salvata dalla pancia del lupo, dalle grinfie degli adescatori e da tutti quei pericoli che neanche si osa immaginare.

Mamme, Papà, che ne dite di raccontare questa “favola” ai vostri figli cresciuti?

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CYBERBULLISMO

CYBERBULLISMO

di Paola Mattioli – Oggi si è tenuta la conferenza stampa per la presentazione dell’iniziativa “UNA VITA DA SOCIAL” promossa e realizzata dalla Polizia di Stato ed ho avuto l’onore di essere presente, grazie a Marco Valerio Cervellini Sostituto Commissario della Polizia di Stato. Questo progetto vuole promuovere la cultura della legalità, la formazione dei giovani e delle loro famiglie per un utilizzo consapevole di internet e dei Social Media. Alla manifestazione di oggi sono intervenuti personaggi della politica, dello sport e dello spettacolo come Maurizio Battista che con il suo umorismo ha coinvolto e conquistato i ragazzi, rafforzando il messaggio che ci si può divertire usando comunque la testa! Hanno partecipato anche Amadeus e Fiorello e quest’ultimo ha inviato il suo supporto dall’amata edicola. L’iniziativa prevede un truck (tir) della Polizia di Stato che è una vera e propria sala multimediale che ospiterà gli incontri coordinati da esperti della Polizia Postale e delle Comunicazioni e compirà un tour che coinvolgerà tutte le regioni d’Italia.

Numerosi gli attori coinvolti in questo progetto: Telecom, Fastweb, Facebook, Google, il Moige, Cisco Systems e molti altri.

Cisco Systems, indiscussa multinazionale del Networking, affianca da 2 anni questa iniziativa, investendo il tempo delle sue risorse e materiale per promuovere la sicurezza in  internet presso le scuole, per gli insegnanti, i ragazzi dai 9 anni in su e le loro famiglie. “A scuola di internet” racconta i pericoli della rete ed affronta gli argomenti più importanti come la pedopornografia, il sexting ed appunto il cyberbullismo.

La regola è: non proibire l’uso dei Social Media, ma formare i ragazzi e soprattutto i genitori ad un uso consapevole. E concluderei con quello che dico ai ragazzi che incontro nelle scuole: “ricordiamoci che non si può guidare una Ferrari, senza avere la patente” ed ancora “ricorda posta con la testa!”

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IL TEMPO

IL TEMPO

di Paola Mattioli – Un regalo sempre più prezioso… ascoltare un amico, un anziano e soprattutto i nostri figli! Quante volte ho sentito: “mio figlio non mi racconta mai nulla”.
Ma noi raccontiamo loro, le cose che ci accadono? Ritagliamoci del tempo per chiacchierare, anche del nulla e fermiamoci ad ascoltare anche il loro silenzio. Dire: “vieni qui, e se non hai nulla da raccontarmi non importa, ascolterò il tuo meraviglioso silenzio, che mi dirà più di 1000 parole”.
Se ameremo i loro silenzi, impareranno ad affidarci le loro parole.

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