riflessioni di un pesce rosso travestito da wonder woman in gita nella giungla

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PAOLETTA SU SKY TG24 (cyberbullismo)

Alla presentazione del progetto “una vita da social” dietro al Capo della Polizia, il Prefetto Pansa (da 0:32) ecco che spunta Paoletta. Spero di non esser stata presa come la nuova disturbatrice delle interviste televisive.
Scherzi a parte, questo è un progetto educativo e di sensibilizzazione molto importante, complimenti vivissimi alla Polizia ed ai loro organizzatori ed in primis a Marco Valerio Cervellini.

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ANSA – IL BLOG DI PAOLETTA A “UNA VITA DA SOCIAL”

Alla presentazione del progetto “una vita da social”. Nel video il Capo della Polizia, il Prefetto Pansa e Marco Valerio Cervellini, responsabile dell’iniziativa che vedrà il truck visitare tutte le regioni italiane per sensibilizzare i ragazzi ad un uso sicuro dei social media. Presente nel video anche Paoletta in rappresentanza del progetto sempre in collaborazione con la Polizia: “a skuola di internet” di Cisco Systems (1:10)

LA RECITA DI NATALE

GENITORI….. qual è la parola che non capite quando vi si dice: “spegnete i cellulari”?

Oggi la recita di mia figlia di 9 anni. 5 classi insieme per un totale di 100 bambini dai 7 ai 10 anni, che moltiplicati per una media di 2 parenti a cranio da un risultato di 300 anime (più gli insegnanti) in un teatro di 70Mq. Si oggi sembravamo gli immigrati a Lampedusa, sembravamo i senza tetto in fila alla caritas la notte di Natale, i tifosi di calcio che attendono di entrare allo stadio per vedere la finale di campionato, i pensionati in fila alla posta per prendere la pensione. Si un misto di tutto ciò! Nel teatro non si entrava tutti, non c’era posto per tutti neanche in piedi, non si respirava ed era pericoloso stare tutti ammassati, che se ti cadeva un bambino dalle braccia, di certo non lo trovavi più e se ti scappava uno starnuto rischiavi di mandare in coma almeno due persone intorno a te. Prima delle recite inoltre dovrebbero proibire il mangiare pesante, perchè ogni tanto arrivavano certe “zaffate” che non lasciavano presagire nulla di buono. La gente non sta bene: si sono spinti, si sono insultati e gridati Buon Natale con parolacce irripetibili. Hanno portato in quel casino anche un gruppo di nonnette non vedenti e meno male che era una recita cantata! C’erano tutti, famiglie intere con parenti che non si vedevano da anni e anni e si sono date appuntamento per la recita di mia figlia!!! I nonnetti, ammazza oh… c’hanno er veleno i nonnetti. Si sono pesantemente accapigliati con altri pensionati passando anche sul personale. Ho sentito uno che diceva all’altro: “ma se non te reggi in piedi allora stattene a casa!” Terribili.

Alcune raccomandazione degli insegnanti: signori vi prego di rimanere in silenzio, di spegnere i cellulari e di non chiamare i vostri figli…

…e matematicamente quella che grida il nome del figlio e puntualmente, ma non a caso, chiama “Jonathan!!!!! daje amore de mamma, che sei bello solo tu!” e dopo 30 secondi senti una musica tipo “macarena” e dici “evvai, stanno iniziando la recita”; ed invece è il nonno del compagnetto di tua figlia che a 75 anni ha il cellulare più nuovo del tuo, con incluso un sistema dolby digital sorround che riecheggia per tutto il teatro, tutti cominciano a ballare, ma lui no…. manco la sente la musica assordante che arriva dai suoi pantaloni!!!!

Poi finalmente: “shhhhhh, shhhhhh, silenzio signori, fate un applauso ai bimbi. Iniziamo ed in 20 minuti andiamo tutti a casa” e tutta questa preparazione, insulti, botte, puzzette e malcontento generale è durata più di un’ora! ma allora ditelo!

C’erano più telecamere e dispositivi registranti di quanti io ne abbia mai visti. Riuscivo a vedere mia figlia su almeno 3 Iphone che riprendevano davanti a me e siccome non ci vedo bene, ho deciso di guardare attraverso un Ipad (credo fosse un 20 pollici).

Comunque alla fine i bambini sono stati semplicemente FANTASTICI soprattutto mia figlia ovvio (bella di mamma), ignari delle scazzottate dei genitori, felici di cantare canzoni di Natale Rock/Rap, speranzosi di trovare ancora vivi i nonni.

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