riflessioni di un pesce rosso travestito da wonder woman in gita nella giungla

Articoli con tag ‘scuola’

IL MIO SUPER CAPO E’ DISLESSICO!

Ed ecco perchè è un grande!!!
John Chambers Fondatore della Cisco Systems
, impresa della new economy produttrice di sistemi di comunicazione reticolari. Sino a poco tempo fa ha mantenuto il segreto sulla sua dislessia: occupando una posizione importante non voleva mettere in evidenza la propria debolezza.

Lo ha rivelato un giorno, nel corso di un evento organizzato dalla sua compagnia, quando una ragazzina che voleva fare una domanda davanti a una folla di cinquecento persone, sentendosi mancare le parole, dichiarò con le lacrime agli occhi: “Ho una difficoltà di apprendimento”. Chambers ricorda quei momenti con profonda commozione: “Potevo capire molto bene ciò che provava, conoscevo anch’io quell’angoscia”. Così le venne in aiuto, dichiarando davanti a tutta l’assemblea: “Anch’io ho un problema di apprendimento”. E parlandole come se fossero soli, proseguì: “Hai appena trovato il modo per venirne fuori, perché ci sono cose che solo tu sai fare e gli altri no, mentre ce ne sono altre che non imparerai mai a fare. Per la mia esperienza, ciò che può aiutare è prendere le cose con calma”. Chambers, che riesce a leggere da destra a sinistra e dall’alto in basso, dice che i suoi genitori, entrambi medici, non hanno mai avuto dubbi sulle sue possibilità e che la loro fiducia è stata per lui molto importante. Un’altra figura significativa è stata la sua insegnante di sostegno, la signora Anderson: lezioni giornaliere, a volte pesanti, sempre utili. Sulla dislessia e il suo stile di ragionamento dice: “Non so come spiegarlo, ma io affronto i problemi in modo diverso. Mi è molto facile saltare concettualmente dall’A alla Z. Visualizzo una gara di scacchi e conduco il gioco mentalmente, ma non è soltanto una gara, è il mio progetto di lavoro. Non faccio una mossa sola alla volta, perché di solito riesco a prevederne il risultato e le contromosse dell’avversario”. Per molti uomini d’affari dislessici la lettura rimane sempre un problema: se la cavano con i giornali e le riviste, ma con i testi lunghi sono in difficoltà, perciò i collaboratori di Chambers gli preparano sunti che non superano le tre pagine, con le parti più importanti sottolineate in giallo.

tratto da:

http://www.donodislessia.it/grandi-manager-dislessici.html

 

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Piccolo vademecum per genitori alle prese con bambini e ragazzi con difficoltà scolastiche

Un vademecum Utilissimo! Complimenti D.ssa Giovanna Giacomini

POST-IT PEDAGOGICI

LEGGE SULLA DISLESSIA

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/dislessia/dm_20110712.pdf

 STEP PER LA DIAGNOSI

–       prima valutazione e primo intervento. A distanza di 6 mesi a seguito dell’intervento si procede con una nuova valutazione.

–       In caso di “diagnosi di DSA”: far protocollare la diagnosi. Che cosa vuol dire protocollare? La segreteria della scuola deve mettervi un numero preso dal registro del protocollo. Con questo si attesta ufficialmente che la scuola ha ricevuto la documentazione.  Il numero di protocollo deve essere messo sia sulla copia che depositate sia su quella che rimane in vostro possesso. Insieme alla diagnosi si consiglia di fare la richiesta per poter accedere ai documenti amministrativi e ai verbali di classe in modo da poter conoscere le strategie e gli strumenti compensativi e dispensativi che si intendono utilizzare.

–       Stesura del PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO

–       Individuazione di strumenti compensativi

–       E’ possibile fare richiesta alle insegnanti di diminuzione dei compiti nei giorni…

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Un mestiere, una missione!

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di Paola Mattioli – Bisognerebbe fare un corso specifico a maestre ed insegnanti in genere, per spiegare loro quanto un rapporto sbagliato a scuola possa arrivare ad influenzare la vita di un ragazzino. Cerco di immaginare che i professori siano delle specie di Santi, pazienti e imparziali… Ma poi torno alla realtà, ricordandomi che sono umani e purtroppo, umani NON PRIVI DI GIUDIZIO…
Una frase del tipo: “ma allora non capisci niente?” Davanti a tutta la classe contribuisce a far perdere un punto di autostima al ragazzo che proverà un mix di sensazioni tra la tristezza, la rabbia, l’inadeguatezza, il senso di vergogna e mille altre dinamiche che se reiterate, si radicheranno in lui!
Insegnanti, educatori, il vostro mestiere è potente. La vostra missione è fondamentale. Avete l’opportunità di essere e rimanere un bel ricordo o un incubo che verrà maledetto per tutta la vita… A VOI LA SCELTA!

MAMME “ALLA MANO” (che usano le mani)

di Paola Mattioli – Oggi fuori scuola di mia figlia due mamme si sono picchiate. Non è importante il perché e non voglio giudicare le persone, quanto l’esempio dato a decine e decine di bambini che hanno assistito alla scena. Io mi chiedo: che fatica deve fare un educatore che spiega ai ragazzi che non si deve ricorrere alle mani, mai? come posso pretendere che i genitori vengano ai corsi contro il cyberbullismo, se ancora esistono genitori che insegnano la vendetta?
Quante volte ho sentito: “e se quel compagno ti spinge, tu ri-spingilo”… ecco sì perfetto, alimentiamo le “faide” sin dall’asilo.

Comprendo che si voglia il meglio per i nostri figli, ma pensate che sia corretto usare e rispondere alla violenza con altra violenza? Oggi il bullismo viene giorno dopo giorno emarginato; ai ragazzi spieghiamo (durante i nostri corsi) che il “BULLO NON BALLA” e che le maestre, i genitori ed i compagni, sono pronti a sostenere chi viene “preso di mira”. Spieghiamo che la violenza va arginata… e poi per un parcheggio, sotto la pioggia, quando la campanella è già suonata e l’ansia arriva alle stelle già alle 8 di mattina… URLI, spinte, schiaffi, insulti. Non sono una “bacchettona”, posso capire la discussione, il litigio verbale, comprendo l’esasperazione, la disperazione, il momento di “oggi mi ci trovi”, ma usare le “mani” (e non per fare i dolci) davanti ai bambini, è uno spettacolo poco edificante!

DSA – Disturbo specifico dell’apprendimento e… la sopravvivenza

il detto: “SE NON CI PASSI, NON PUOI CAPIRE”, è una stronzata! Se l’argomento è importante, potresti sforzarti un pochino?

SIGNORASINASCE alias Stefania Diedolo

dislessia

Quando hanno certificato che mia figlia era dislessica non ci potevo credere: aveva 8 anni. Non sapevo se piangere o ridere. Avevo dato una risposta ai mille dubbi che mi attanagliavano l’anima da troppo tempo, ma già allora avevo intuito che la sua strada scolastica sarebbe stata un bagno di sangue. Per lei e per me. Non mi sbagliavo. Sì lo so, esiste una legge a tutela: la 170/2010. Sono socia dell’A.I.D dove pago regolarmente i 40 euro di quota associativa annuale e praticamente so tutto del fenomeno. Sono meglio di un neuropsichiatra infantile, di una psicomotricista, di uno specialista del linguaggio. Conosco la normativa a memoria. Ho letto tutti i libri che parlano di strumenti compensativi, informatici e mappe concettuali. Ma che fa… se tutte queste meraviglie le sa una bancaria per caso, mentre a scuola ogni insegnante si applica poi come crede? Mia figlia studia tutto il giorno e ciò

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TALENTO DISLESSIA

TALENTO DISLESSIA

di Paola Mattioli – Comincio la mia battaglia sul mondo dei DSA. Sempre a più bambini, oggi, viene diagnosticato uno dei disturbi specifici dell’apprendimento. Spesso si usa il termine dislessia per comprendere un po’ i vari disturbi (dislessia, disgrafia, discalculia, disortografia), ma la notizia meravigliosa è che giorno dopo giorno si prende coscienza che i DSA sono considerati “semplicemente” un diverso modo di processare le informazioni quando le si acquisisce, quando le si memorizza, quando le si riutilizza.
I dislessici riescono a sopperire alle loro difficoltà attraverso la valorizzazione dei loro talenti. La capacità del pensiero dislessico sembra essere dotata di caratteristiche molto funzionali che lo rendono decisamente più veloce, molto più veloce quando utilizzato efficacemente, grazie all’aiuto degli strumenti compensativi e dispensativi attuabili per legge (170/10) dalla scuola. La cosa straordinaria è che il pensiero dislessico e le caratteristiche dislessiche vengono associate a personaggi che sono l’emblema della genialità, persone che grazie alla loro risorsa dislessica hanno lasciato un’impronta determinante nella storia del genere umano.

Cominciamo insieme a far cambiare idea a tutti quelli che ancora sostengono che un dislessico “ha problemi”. Sì, è vero, il problema principale del dislessico è dovuto a tutte quelle persone che non vogliono aggiornarsi, informarsi/conformarsi alle prerogative del Disturbo Specifico d’Apprendimento, creando così un circolo vizioso, che mina velocemente l’autostima dei bambini/ragazzi rendendoli nei migliori dei casi aggressivi e nei peggiori individui silenziosi che subiscono passivi, non ritenendosi all’altezza degli altri. Il disturbo specifico di apprendimento deve essere accettato, prima dai genitori, poi dagli insegnanti; solo così sarà quindi accettato e ben superato dai ragazzi!

Sito consigliato, dove ho appreso molte nozioni citate:
http://www.donodislessia.it

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